Caduti veliterni 1^ guerra mondiale
Monumento ai caduti P
.za Garibaldi

 
   
     

" Schizzo per le Migliorie di Piazza Garibaldi " (1925 c.)


  Era già dal 1920 che si era alla ricerca di un bel luogo per poter costruire un Monumento ai nostri Caduti in guerra.
  Quando il Sig. ..... ci donò uno spallettone, il terrapieno alla destra di Porta Romana.
  Sarebbe stato un bel posto, una bella visione, un monumento per i nostri concittadini, prima di entrare in città.
  L’Opera Nazionale Reduci Combattenti di Velletri, all’unanimità, diedero il via ad un Bando per un progetto di un Monumento per i compagni caduti in guerra.
  Furono presentati quattro progetti, ma il più bello e che si prestava nel modo migliore, al luogo in pendenza, risultò il progetto di un tale Emanuele Caniggia, un giovinotto dell’891.
  Questi, ancora studente e appena diplomato nella Sezione Architettura dell’Istituto di Belle Arti collaborò a lungo con l’ing. Aristide Leonori occupandosi fra l'altro dei progetti per il campanile del Santuario di Pompei e per la Chiesa di Santa Croce in Roma. Iniziò già dal 1915, a partecipare a concorsi pubblici.
  Il neo diplomato architetto Emanuele Caniggia vinse così il suo primo concorso nel 1922 per il Monumento ai Caduti di Velletri, progetto che gli fu di molto aiuto nel proseguo per laurearsi nel 1924 nella nuova Scuola Superiore di Architettura a Roma.
  Noi Reduci Veliterni, più di duecento scampati alla guerra, tra cui molti feriti, anche con l’aiuto di amici e parenti finanziammo il progetto autotassandoci.
  Così dopo quattro anni dall’inizio dei lavori e con alcuni impedimenti anche di carattere burocratico il Monumento ai   Caduti fu inaugurato il 2 giugno 1927 alla presenza del re Vittorio Emanuele III accompagnato dal Ministro della Pubblica Istruzione On. Pietro Fedele.
  Per la parte di rappresentanza ed ospitalità per quanto riguarda le alte cariche dello Stato se ne occupò il nostro Podestà Gen. Stanislao Mammucari.
  Le Autorità sfilarono dietro il Re anche per il Corso a Lui dedicato ed abbellito nei negozi e con un grande arco di mortella, bandiere e luci, fatto erigere davanti all’ingresso della città a lato del grande Ospedale.

(da un manoscritto ritrovato insieme alla foto che segue)





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