Nilla Pizzi - Vinse il primo Festival di Sanremo, nel 1951, con Grazie dei fior. L'anno successivo trionfa conquistando primo, secondo e terzo posto con Vola colomba, Papaveri e papere e Una donna prega.

 

All'anagrafe Adionilla Pizzi, è nata a Sant'Agata Bolognese il 16 aprile 1919 (Milano 12 marzo 2011), è stata la storia della canzone italiana.
Figlia di Angelo, contadino che cura anche la manutenzione stradale per conto del comune e di Maria, sarta a domicilio, Nilla Pizzi ha due sorelle minori: Liliana e Denisa. Le quali in seguito daranno vita ad un laboratorio di maglieria molto rinomato in paese.
Prima ancora che nel mondo della canzone, la Pizzi si mise in evidenza nel campo delle rassegne di bellezza che, alla fine degli anni trenta, cominciavano a fare la loro apparizione.
Partecipò al concorso Cinquemila lire per un sorriso, ideato nel 1939 dal pittore e grafico pubblicitario Dino Villani, concorso che fu in un certo senso l'antesignano della futura manifestazione Miss Italia.
Il 24 settembre 1940 sposa Guido Pizzi, un giovane manovale edile che nonostante abbia il suo stesso cognome, non è un suo parente.
Pochi giorni dopo il matrimonio, il marito viene richiamato alle armi e la coppia si separerà per sempre senza più riunirsi.
Sempre nel 1940, tramite l'appoggio di uno zio ufficiale dell'esercito, inizia ad esibirsi negli spettacoli organizzati per le Forze Armate, facendosi addirittura eleggere mascotte del 35º Reggimento Fanteria di Bologna.
Nel 1942 vince, davanti a diecimila concorrenti, un concorso per Voci Nuove indetto dall'EIAR (poi RAI), interpretando i brani «Tu, musica divina», successo di Alberto Rabagliati e «Domani non m'aspettar», già cavallo di battaglia di Oscar Carboni.
Inizia ad esibirsi con l'orchestra Zeme, debuttando alla radio nello stesso anno, eseguendo il motivo «Casetta fra le rose», composto da Guido Cergoli.
Passata nella formazione di Cinico Angelini, il 20 febbraio 1944 incide il suo primo disco per Parlophon, duettando con Bruna Rattani in «Valzer di primavera» e accompagnando Elsa Peyrone in «Ronda solitaria». Il 23 febbraio, arriva anche la sua prima canzone solista: «Alba della vita».
Allontanata dalla radio dopo un giudizio negativo sentenziato dal maestro Tito Petralia nella primavera del 1944, a causa della sua voce considerata troppo sensuale ed esotica per il regime fascista, nella stagione 1945/1946 gira i teatri e le sale da ballo di tutta Italia, al seguito dell'orchestra del maestro Cinico Angelini, al quale si è nel frattempo legata anche sentimentalmente, ma si esibisce anche con l'orchestra Gimelli e con quella della sala Gay di Torino.
Fa ritorno stabilmente alla radio nel 1946, con sé un contratto discografico che la lega alla "Cetra". Reclamata da "La Voce del Padrone", che rivendicava un precedente contratto, è costretta ad incidere utilizzando alcuni pseudonimi quali Isa Marletti, Ilda Tulli, Conchita Velez, Carmen Isa. Tutto questo fino al 1949, anno in cui la Pizzi potrà finalmente tornare a incidere solo col proprio nome.
Nonostante tutto, nel frattempo è diventata popolarissima, raccogliendo ampi consensi lanciando brani come Chico chico, Càe Càe (entrambe in duetto con Tony Stella), Ho lasciato il paese del cuore, Tchiou Tchiou, Oh papà!, Cocoricò (una delle prime composizioni di Renato Carosone), Maria de Bahia (con Alfredo Clerici e Clara Jaione), Donde vien, donde vas? (col Duo Fasano), La ultima noche, Dopo di te, O mama mama, Vivere baciandoti, È troppo tardi, Cantando, Ancora, La raspa, Acercate mas, Quizas quizas quizas, Samba del tranvai.
Nel periodo cha va dal 1948 ed il 1950 cambiarono le tendenze ed i gusti del pubblico, grazie all'affermazione dello stile latino-americano imposto attraverso Hollywood da Xavier Cugat e Carmen Miranda, e quindi si diffusero anche in Italia brani al ritmo di samba, rumba, baiòn, calypso e cha cha cha. Nilla Pizzi seppe destreggiarsi anche in brani allegretti grazie ad interpretazioni ironiche. Celebri anche i suoi duetti col collega Luciano Benevene, (col quale, finito l'amore per Angelini, ha imbastito una movimentata storia d'amore), che spaziano da canzoni come Bongo Bongo, Che si fa con le fanciulle? fino alla fortunatissima Avanti e indrè.
Il 1950 la vede interprete di numerosi motivi che si rivelano subito altrettanti successi come Ciliegi rosa, Che bel fiulin, Nulla, scritta per lei da Casasco, contrabbasso dell'orchestra Angelini, Italia mia, Quiereme mucho. Ma il boom lo conobbe nel 1951, quando vinse il primo Festival di Sanremo con "Grazie dei fior", piazzandosi anche seconda con "La luna si veste d'argento", cantata in duetto con Achille Togliani. Grazie dei fior venderà 36 mila copie a 78 giri, oggi ridicolo, allora vero record per l'epoca. L'anno successivo trionfa nuovamente al Festival di Sanremo conquistando l'intero podio (primo, secondo e terzo premio) rispettivamente con "Vola colomba", "Papaveri e papere" e "Una donna prega", che rimane un record a tutt'oggi mai eguagliato da nessun altro cantante. Luca Goldoni, parlando della Pizzi in un suo articolo, la definì «la Regina della Canzone Italiana», titolo con cui passerà alla storia.
Le sue canzoni segnano comunque un'epoca. "Vola colomba" accompagna il ritorno di Trieste all'Italia mentre "Papaveri e papere", che vende 75 mila copie, viene tradotta in quaranta lingue, fa il giro del mondo e ispira anche il titolo di un film con Walter Chiari. Ne incide una storica versione pure il tenore Beniamino Gigli. Nel 1952 nasce il Festival di Napoli, che lei vince con "Desiderio 'e sole" in coppia con Franco Ricci, conquistando anche il terzo posto con Margellina, cantata in abbinamento con Sergio Bruni. Al Festival di Sanremo del 1953 si piazza "solo" seconda con Campanaro presentata in coppia con Teddy Reno. Subito però si rifà con altre incisioni che ne confermano l'alto successo: Me voy pa'l pueblo, Anema e core, El marinerito, Stelle e lacrime, Inganno, Malasierra (canzone di cui cura anche il testo), Padam padam, Non è la pioggia, Chérie, Mandolino napoletano, Duska, 'O ciucciariello, Mondina, Eternamente, Canzone appassionata, Statte vicino a me. Nel frattempo riempie le cronache rosa la sua love story col cantante Gino Latilla, col quale duetta in numerosi celebri motivi come Colpa del bajon, Col tricche-ballacche, El bajon, Amico tango, Volevo dir di no.
Sostituita da Vittoria Mongardi al Festival di Sanremo del 1954, colpita dal tentato suicidio di Gino Latilla (dopo essere stato lasciato da lei), decide di cambiare casa discografica, diventa magrissima e si fa bionda. È la protagonista di alcuni fortunati film musicali come Ci troviamo in galleria di Mauro Bolognini (dove recita accanto a Carlo Dapporto e Sofia Loren), e Canzone appassionata di Giorgio Simonelli. I suoi ammiratori fondano in suo onore a Torino, il primo fan club della storia della canzone italiana, chiamato Il salottino di Nilla. Nasce inoltre la moda delle «cartoNille», fac-simile delle cartoline postali che recano invece la scritta «cartonilla postale», con varie immagini della Pizzi incollate davanti, che i suoi fans si scambiano per gli auguri natalizi e le comunicazioni sui suoi concerti.
Nel 1954 lancia alla Piedigrotta, sotto le stelle di Anacapri, la celeberrima Luna caprese, ricevendo ben otto richieste bis. Per tutto il mese di maggio inoltre dà il buongiorno ai radioascoltatori con il motivo O mese d'errose. L'anno successivo partecipa assieme a Teddy Reno e Alberto Talegalli alla rivista musicale Rosso e nero di Corrado, ottenendo ampi successi. Compie poi una fortunata tournée in America, partecipando a trasmissioni radiofoniche e televisive, incidendo dischi e trionfando con la canzone Croce di oro; il Progresso Italo-Americano di New York scrive che il titolo di "Regina della Canzone Italiana" non è affatto una trovata pubblicitaria ma bensì il giusto appellativo per la Pizzi.
Nel 1957 vince il Festival di Velletri con Dicembre m'ha portato una canzone in coppia con Nunzio Gallo; parallelamente trionfa al Festival della canzone siciliana con il motivo Sicilia bedda.
Intraprende con Paolo Bacilieri una tournée in Russia, da cui porterà in Italia i brani Kira e Podmoskovnye vecera (in italiano: Mezzanotte a Mosca), incisi con la Roman New Orleans Jazz Band di Carlo Loffredo. Nello stesso anno sposa segretamente ad Acapulco il chitarrista Carlo Porti, dal quale si separerà pochi mesi dopo.
Nel 1958 torna al Festival di Sanremo dove si piazza seconda e terza a Sanremo, rispettivamente con "L'edera" e "Amare un altro" ripetute da Tonina Torrielli e da Gino Latilla (è l'unica che riesce a insidiare Domenico Modugno, vincitore con Nel blu dipinto di blu).
Nel 1959 vince Canzonissima (con L'edera), il Festival di Barcellona (in coppia con Claudio Villa per Binario), il Premio della Critica Sanremese con Adorami. Inoltre si piazza terza al Festival di Napoli con Vieneme 'nzuonno, assieme a Sergio Bruni.
1960 ritorna al Festival di Sanremo ed entra in finale con la canzone Colpevole in coppia con Tonina Torrielli, mentre viene eliminato dopo il primo ascolto il brano Perdoniamoci, ripetuto da Achille Togliani.
Negli anni sessanta, apre un elegante night ad Acapulco chiamandolo Portofino, omaggiando Fred Buscaglione, fra i frequentatori del locale, nomi del calibro di Frank Sinatra, Sammy Davis jr., Curd Jurgens e Caterina Valente.
Nel 1962 si presenta al Primo Cantagiro dove canta Un mondo per noi, senza purtroppo arrivare in finale. Nello stesso anno intraprende la prima di una serie trentennale di fortunate tournée in Australia, dove appare anche alla tv locale.
Nel 1964 è tra i 42 partecipanti della prima edizione di Un disco per l'estate 1964, con la canzone Abbronziamoci insieme. Nello stesso anno partecipa, dimostrando grande autoironia, alla parodia televisiva de I tre moschettieri per la serie Biblioteca di Studio Uno, diretta da Antonello Falqui ed allestita dal Quartetto Cetra, interpretando la Regina Anna d'Austria e Claudio Villa - ovviamente - Re Luigi XIII.
Nilla Pizzi e Mina a Milleluci
Riceve nel 1974 dal Governo Libico il prestigioso premio «Grande Cervo d'Oro» e nel 1965 vince il Festival di Sandrigo (Vicenza) con il motivo "Ti, te se timido".
Diretta da Alberto Lattuada interpreta Sostrata nella riduzione cinematografica de La mandragola di Machiavelli, accanto a Totò, Romolo Valli, Rosanna Schiaffino e Philippe Leroy.
È del 1968 un'altra fortunata tournée americana, durante la quale ha l'onore di esibirsi al fianco di Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Perry Como e Rosemary Clooney.
Nel 1970 incide l'album "Scritte per me", con dodici pezzi firmati dai più grandi autori e compositori italiani come Pino Calvi, Carlo Donida, Bruno Pallesi, Leo Chiosso, Carlo Alberto Rossi fino allo scrittore Leonida Répaci e ai conduttori Pippo Baudo e Paolo Limiti. L'album segna il passaggio alla sua nuova casa discografica: Equipe.
Nel 1972 il suo album Con tanta nostalgia vince il Premio della Critica Discografica, allora molto ambito. Nel 1981 Gianni Ravera la chiama a presentare il Festival di Sanremo, accanto a Claudio Cecchetto.
Nel 1986 forma assieme a Carla Boni, Gino Latilla e Giorgio Consolini, il gruppo "Quelli di Sanremo", col quale si esibisce in numerose manifestazioni e incide anche alcuni dischi. Attiva nel corso di tutti gli anni settanta e gli anni ottanta, è presente in numerose trasmissioni radiofoniche e televisive, compie tournée in tutto il mondo (in particolare in Australia e Canada) e si esibisce nelle piazze e nei teatri di tutta Italia. Si trova poi impegnata anche a sostenere il Partito Comunista tramite le sue esibizioni alle edizioni della Festa dell'Unità.
Negli anni novanta è stata spesso ospite dei programmi televisivi RAI condotti da Paolo Limiti (E l'Italia racconta... 1996, Ci vediamo in TV 1998, Alle 2 su Raiuno 2000, Ci vediamo su RaiUno 2002) in cui ha reinterpretato più di cinquecento canzoni di vario genere e repertorio. È spesso ospite di trasmissioni televisive in veste di cantante e opinionista.
Nel 1992, fu vittima di Marco Balestri nella trasmissione Scherzi a parte, dove ricevette un forte calore alle natiche causato da una finta poltrona. In occasione del Festival di Sanremo 1994 fece parte del gruppo Squadra Italia, appositamente costituito per l'occasione, cantando il brano Una vecchia canzone italiana, classificatosi diciannovesimo. Nel 1992 le è stato attribuito il premio "Personalità Artistica" alla Carriera. Un cammeo è sicuramente una sua partecipazione ad uno sketch con Aldo Giovanni & Giacomo con Giovanni che interpretava il DJ DiscoMetallaro Jhonny Glamour in una puntata di Mai Dire Gol Del Lunedì.
Nel 2001 ha reinterpretato il brano Grazie dei fiori in chiave rap, assieme alla boyband 2080. Con lo stesso gruppo presenta il brano Io e te alla commissione selezionatrice del Festival di Sanremo 2002, che viene, con sua grande amarezza, respinto.
Il 1º giugno 2002 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi la nomina Grande Ufficiale della Repubblica Italiana. L'anno seguente, nel 2003, durante il Festival di Sanremo le viene assegnato il prestigioso Premio alla Carriera. Nello stesso anno torna in sala di registrazione, incidendo l'album Insieme si canta meglio, che comprende dodici duetti con grandi nomi dello spettacolo quali Platinette, Valeria Marini, Don Backy, Mino Reitano ed altri. Nell'estate dello stesso anno, stupendo tutti, decide di partecipare ad un tour estivo in tutta Italia accompagnata dalla star televisiva Platinette, un progetto presto interrotto a causa di problemi di salute.
Colpita da una patologia vascolare, è stata costretta a seguire un lungo periodo di riabilitazione, che l'ha tenuta lontano dal mondo dello spettacolo per un intero biennio. È tornata sui suoi passi tra il 2005 e il 2006 apparendo ospite di altre trasmissioni televisive come Domenica In e Sanremo contro Sanremo. Nel 2006 ha inciso uno bellissimo duetto assieme a Michele Paulicelli intitolato Vicino a chi se non a te, che attualmente rimane la sua ultima incisione. Il 2008 e il 2009 l'hanno vista tra i protagonisti dell'estate musicale di Ozzano dell'Emilia dove si è esibita assieme a Giorgio Consolini, col quale ha duettato anche nel settembre del 2008 a Capannori durante i festeggiamenti del 40º Anniversario dell'Associazione Lucchesi nel Mondo.
Le voci divulgate da Lorena Bianchetti il 22 febbraio 2009 nel corso del programma Domenica In, circa un «peggioramento delle sue condizioni di salute», sono state ampiamente smentite. Nel giorno del suo 90º compleanno le sono arrivati gli Auguri personali del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e molti quotidiani e trasmissioni televisivi l'hanno giustamente omaggiata. Mina, nella sua rubrica all'interno del quotidiano La Stampa, ha scritto che «Io ho imparato molto dalla sua voce, ed è giusto ammetterlo, finalmente». Nel corso dei festeggiamenti ha annunciato la prossima uscita di un Cd contenente canzoni e poesie e una crociera tra le isole greche.
Nilla Pizzi ha fatto un inatteso ritorno in televisione durante la trasmissione televisiva Domenica Cinque condotta da Barbara D'Urso, il 15 novembre 2009, apparendo in un collegamento in diretta dalla casa di Lele Mora dove la Pizzi era invitata insieme ad altri colleghi e amici tra cui Loredana Bertè.
Il 29 marzo 2010 Nilla Pizzi è apparsa come ospite della trasmissione televisiva condotta da Paolo Limiti Minissima 2010, andata in prima serata su Rai 2 per celebrare i settanta anni della tigre di Cremona. Durante la serata la Pizzi ha cantato dal vivo ed ha ricordato il suo duetto a Mille luci con Mina in cui cantarono Papaveri e papere. Nell'agosto 2010, insieme al collega di sempre Giorgio Consolini, ha partecipato ancora una volta ai festeggiamenti dell'«Estate di Ozzano».
A settembre 2010 ha iniziato i lavori per la registrazione di un nuovo album di inediti che avrebbe dovuto vedere la luce nel 2011 ma non riuscirà a completarlo a causa della sua improvvisa scomparsa, avvenuta la mattina del 12 marzo 2011 in una clinica di Milano, all'età di 91 anni.